18 novembre 2014

Il sale fa male. Ma anche no

Ormai lo sanno anche i muri, il sale fa aumentare la pressione arteriosa. Quindi via a cibi insipidi, a uno stile di vita no-stress e se non bastasse via con la pastiglietta per la pressione a vita. E visto che fa malissimo, tanto vale con i bambini iniziare fin da piccoli, quindi niente sale nella pasta. E se non fosse proprio così?


Salina di Cervia (Ra), foto Apt Emilia-Romagna

Dopo averlo cercato a lungo ho finalmente trovato il libretto della dottoressa Eck "Il sale fa bene. Storia e storie sul vero sale marino naturale" e mi sono chiarita qualche idea.

Ho scoperto che fino a trent'anni fa in Italia il sale da cucina in commercio era esclusivamente il sale naturale prodotto nelle saline che dà origine a un prodotto del tutto naturale (sole, vento e tempo collaborano per ottenerlo) e che chimicamente è una miscela di cloruro di sodio e di oltre 80 oligoelementi, cioè sali in traccia, preziosissimi per la nostra salute. Il salgemma, ovvero il sale di miniera, non ha le stesse caratteristiche, è costituito solo da cloruro di sodio.  Le popolazioni costiere storicamente non sono soggette all'ipo-tiroidismo, proprio perché utilizzano sale marino naturale e consumano regolarmente pesci di mare.

Ho scoperto che il sale naturale è detto anche integrale ed è quello che proviene dalle saline tradizionali, come quelle di Cervia dove con la mia famiglia vado ogni anno in settembre per la rievocazione della Armesa de sel (rimessa del sale), dalla quale torniamo con un bel sacco di sale che ci serve per tutto l'anno. Il sale raffinato non ha gli 80 e passa oligoelementi di cui sopra, se non un'aggiunta di iodio ( e così ce lo rifilano per la tiroide). 

Ho capito che se siete sempre alla scrivania, stressati vi muovete poco, le verdure vi schifano mentre andati pazzi per la carne, avete buonissime probabilità di vedere la pressione arteriosa alzarsi, ma non perché è genetico o perché avete mangiato troppo salato in precedenza, ma perché il sangue deve superare una barriera fatta da un eccesso di proteine che si depositano nel connettivo e deve superare pure l'aumento dello spessore della parete vascolare dei vasi capillari; per superare questa barriera il sistema aumenta volutamente la pressione, per poter nutrire le cellule. Chi vive in ufficio e fa poco movimento (che aiuta a smaltire le tossine) dovrebbe limitare il consumo di proteine.

Ho capito che mangiare frutta e verdura cotta con un pizzico di sale integrale aiuta uno stomaco che soffre di gastrite perché il sale marino è un alcalinizzante.
Ho capito che il gesto quotidiano di mettere il sale sui nostri piatti mette il corpo nelle condizioni di poter attingere a micro-dosi salutari di iodio, di bromuri e di magnesio, autoregolandosi in base alle sue necessità. Se siete stanchi il corpo attinge lo iodio, se avete litigato con qualcuno servono i bromuri e i sali che non servono vengono eliminati con l'urina.

Se non siete convinti vi consiglio vivamente il libro della dottoressa Eck dove troverete anche interessanti leggende sul sale. E nel frattempo provate la sua ricetta per la frutta cotta: frutta a pezzettoni, un po' d'acqua,  una cottura veloce per non spapparla e… una micropresa di sale. Marino naturalmente!