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2 aprile 2017

C'è un asilo nel bosco dove i bambini imparano a essere felici

"Io sono un maestro." Così è cominciato l'incontro a Castelvecchio a Savignano con Paolo Mai, ultimo appuntamento di un ciclo di incontri sull'autenticità. Paolo è l'educatore che, dopo anni di esperienza con i più piccoli, nel 2014 ha dato vita a L'Asilo nel Bosco
Paolo Mai porta il suo "Asilo nel Bosco" a Savignano Eventi a Cesescuola dell’infanzia – e in futuro anche scuola primaria – situata nella campagna di Ostia Antica dove, ispirandosi alle esperienze del nord Europa, si fa educazione all’aria aperta. 

Paolo Mai - credits Asilo nel Bosco

9 maggio 2016

Outdoor education, che poi significa che è meglio stare all'aperto che al chiuso!

L'asilo di Bianca non è male, anzi è piuttosto bello. Nuovissimo, ha una struttura tutta a un piano arredata secondo le più moderne concezioni didattiche, ed è immersa nel verde di un ampio giardino, con erbe aromatiche e un bellissimo salice piangente. E qui casca l'asino. Perché? Perché quello spazio, a mio modo di vedere, è poco utilizzato.


1 aprile 2016

All'interno di Serendipità, scuola di ispirazione libertaria e montessoriana a Osimo

Si chiama Serendipità ed è una scuola immersa nel verde della campagna di Osimo, nelle Marche. Con altre due mamme del (piccolo) paese di Savignano, dopo aver parlato di una nuova scuola, ho avuto il grandissimo privilegio di poterla visitare, approfittando di un giorno delle vacanze paquali e grazie alla disponibilità dell'educatrice e ideatrice del progetto Emily Mignanelli

25 febbraio 2016

Una nuova scuola per Savignano?

Ci siamo incontrate in quattro col fare un po' cospiratore. Quattro mamme – di cui una è una delle splendide dade del nido – di fronte a una tisana bollente che, prima timidamente, e poi con sempre più convinzione parlano di un sogno, della volontà di realizzare qui nel (piccolo) paese di Savignano una nuova scuola.




27 marzo 2015

Quadri famosi per bambini

Tempo fa ho trovato in libreria delle meravigliose schede delle Edizioni Usborne con le immagini e le descrizioni di quadri famosi per bambini e, non conoscendo all'epoca la casa editrice, decisi di acquistarle subito anche se la mia piccola aveva all'epoca poco più di un anno che – mi dissi – non si sa mai, gli editori potrebbero essere sull'orlo del fallimento da un momento all'altro!



22 febbraio 2015

Il (mancato) buon senso dei nonni

Quand'è che i fatidici rimedi della nonna sono diventati anacronistici? Quand'è che i nonni hanno smesso di ragionare e di avere un minimo di senso critico per cadere nelle frasi più banali, trite e ritrite? frasi che ormai hanno metabolizzato senza neanche chiedersi il perché delle cose?
Io ricordo che tempo fa i nonni erano depositari di una saggezza popolare in grado di risolvere ogni situazione, senza ricorrere al medico a ogni starnuto: i nonni avevano la tisana giusta per il raffreddore, sapevano consigliarti il rimedio giusto per la tosse  e cose così. Beh, al momento questa fatidica saggezza popolare la vedo molto scemata, almeno nei nonni di mia figlia latita parecchio.




La piccola ha la tosse e il raffreddore? Oddioooo, "stai ferma che sudi e poi ti torna la tosse". L'amata nipote ha due linee di febbre? Tachipirina, senza neanche pensarci due volte! La mamma osa portare la bimba fuori anche se ci sono due gradi? Ma prenderà freddo! Inutile e frustrante spiegare che lasciare i bimbi correre fino allo sfinimento li aiuterà a smoccolare e che la febbre serve al corpo proprio per difendersi dalle infezioni, così come ben spiegato dalla dottoressa Eck, la quale dispone di una saggezza pratica e teutonica che non sa che farsene dell'ansia.
Porca miseria, ma che ne è stato del buon senso? Il benessere, la televisione e i supermercati pieni devono avere dato al cervello delle generazioni nate dopo la Seconda guerra mondiale. Mi sono sentita consigliare molte più visite dal dottore di quelle che secondo me fossero necessarie, lastre per un piccolo doloretto alla schiena (dovuto con grande probabilità ai troppi salti nel tappeto) e infinite raccomandazioni a non uscire perché non si sa mai.

Ma insomma, nonni! Mettetevi in testa che la madre sono io e non è che godo quando mia figlia sta male. Solo che faccio di tutto per provare a risolvere la situazione in modo naturale, senza affollare inutilmente la sala d'aspetto del dottore. Mi smazzo parecchio con rimedi naturali, cerco di far lavorare il cervello, mi faccio un sacco di domande, chiedo alle altre mamme che hanno la mia stessa linea di pensiero. E sono disposta a mettere la sveglia ogni due ore per controllare se di notte a mia figlia sale la febbre. Nel caso poi tutte le azioni che metto in campo non aiutino, vi assicuro che il "te l'avevo detto io" non  aiuta tanto!

E poi, vogliamo parlare delle infinite schifezze che i nonni propinano ai nipoti? Caramelle, cioccolata, biscotti, tanto per farli contenti! Per non parlare di merendine che hanno visto alla televisione e yogurt finti pieni di zucchero che secondo loro sono tanto buoni. E che cavolo, lo so anch'io che fa piacere regalare un lecca-lecca a un bambino solo per vedere il suo sorriso radioso! 
Sia chiaro nonni, quando vi lascio mia figlia  potete darle quello che vi pare, tanto io non vedo e poi so che lo fareste lo stesso. Però vorrei anche che voi vi ricordaste, ogni tanto, che il mio socio – nonché padre di Bianca – è diabetico e ogni santa volta che mia figlia dovrà fare un esame medico la domanda "ha parenti diabetici?" sarà la prima che le faranno. 
Vi entra in testa? Prometto che un altro giorno scriverò un post in cui osannerò i nonni. Ma oggi no.

3 febbraio 2015

Padre o mammo?

Ormai è normale vederli mentre cambiano i pannolini, alternarsi alla mamma nel dare il biberon e al parco per la passeggiata pomeridiana. Chi sono? Ma i nuovi papà, naturalmente. Se fino a pochi anni fa nella cultura occidentale dominava la retorica della figura dell'assenza paterna, in genere dedita al sostentamento economico della famiglia ma affettivamente lontana, oggi si assiste al riconoscimento di un diritto/dovere degli uomini a prendersi cura dei figli.


La foto postata da Justin Timberlake, in attesa di diventare padre.


27 gennaio 2015

Una nuova educazione per i bambini del Terzo Millennio


Mi sono capitati sottomano gli appunti di un seminario a cui ho partecipato un po' di tempo fa sulla Pedagooogia 3000, proprio così, pedagogia con tre "ooo". Ma di cosa si tratta? Prima di dire che è stata fondata dall'antropologa francese Noemy Paymal, bisogna premettere che i bambini di oggi non sono quelli di cinquant'anni fa. 


26 novembre 2014

Calendario dell'Avvento nel segno della tradizione

Ve lo dico, questa idea dei calendari dell'Avvento con un regalino per ogni giorno proprio non la sfango. Il web è pieno di idee per confezionare assieme ai bambini calendari di carta, di stoffa, con materiali di riciclo, disegnati, stampati e chi più ne ha più ne metta con questa cosa che per ogni giorno dal primo al 24 dicembre il bambino deve trovare un regalo.




5 novembre 2014

Mi leggi una storia?

Sono una book addicted, di quelle che annusano le pagine dei  libri freschi di stampa, che passano le dita sulla copertina per sentirne la consistenza e si soffermano sui titoli per capire se funzionano. Le librerie quando mi vedono gongolano: oggi, per dire, sono uscita dalla Feltrinelli con quattro libri. Ultimamente però sono più dedita a Cappuccetto Rosso che ad Anna Karenina e i libri di Richard Scarry che leggevo da piccola sono ridiventati il pezzo forte della mia biblioteca.


17 settembre 2014

Di grembiuli, di rosa e di blu

Anche per Bianca inizierà domani la scuola materna. Dopo il meraviglioso anno al nido, ora si cambia. La nuova scuola è proprio bella, tutta nuova, con il pavimento e i mobili in legno, delle aule grandi e un grande spazio verde all'esterno. Quello che al momento mi lascia perplessa è la questione dei grembiulini che i bimbi sono tenuti a portare, rosa per le bimbe, azzurro per i maschi. 


27 giugno 2014

Un nido d'amare

E così è finito l'anno di nido, i mesi sono passati in fretta e mi sembra ieri che mi disperavo perché la mia piccoletta si rifiutava di salutarmi quando la consegnavo alle dade. Poi le cose sono cambiate e negli ultimi tempi Bianca mi stava attaccata per svariati minuti all'ingresso in classe fino a quando, con i suoi tempi, decideva che era il momento di salutarci e mi scoccava un bacio sulla guancia.




20 maggio 2014

Peppa Pig: la amate o la odiate?

Anche voi vedete Peppa Pig? Noi sì, e devo ammettere che qualche volta mi viene da dire pure "santa Peppa Pig" perché quando siamo stremati e Polpetta è invece ancora parecchio carica, noi la maialina inglese la invochiamo a gran voce.


9 maggio 2014

Terribili due anni: capricci, regole e limiti

La serata organizzata dal coordinamento pedagogico intercomunale dei Comuni del Rubicone aveva un titolo allettante: "Voglio tutto e subito…", l'ideale per il periodo dei terribili due anni che stiamo vivendo con la piccola di casa!
Conduttore della serata, che fa parte del ciclo di incontri "Le serate del nido" (ma che bella questa iniziativa!), il bravo e simpatico pedagogista bolognese Enrico Mantovani.
Si entra subito nel vivo perché i capricci hanno a che fare con le regole, la crescita e le autonomie.


26 aprile 2014

Strategie per gestire i terribili due anni cercasi

Ecco, siamo alla grande nei "terribili due anni" e ci siamo da un bel po'. Tempo fa pensavo che con le parole "terrible twos" si intendessero esattamente i due anni del bambino, un periodo di fatica fisica soprattutto da parte della mamma che deve far fronte ai bisogni del nuovo arrivato. Ed ero portata a pensare che questo periodo sarebbe magicamente finito allo scoccare esatto del secondo compleanno. Ingenua!



25 marzo 2014

Nonni: istruzioni per non pestarsi i piedi

Stravedono per i nipoti, sono sempre pronti a raccontare storie di fatti lontani e dalle loro tasche fa capolino una caramella al momento giusto. I nonni sembrano essere stati inventati apposta per viziare i nipoti, ma spesse volte, ahimè, a dispetto della volontà del genitore.
All'incontro con il pedagogista del mio corso pre-parto, almeno venti genitori in attesa hanno giurato e spergiurato che avrebbero inteso il rapporto con i nonni più o meno in questi termini: "I nonni sono importanti, spesso ci daranno una mano perché ne abbiamo bisogno, ma devono fare quello che diciamo noi". Possibile?




18 marzo 2014

Come allevare un bambino felice

A volte è proprio vero che da cosa nasce cosa. Se è vero che quando ero incinta non mi sono assolutamente sognata di leggere un manuale per capire il bebè in arrivo (e un po' ho sbagliato), dopo mi sono rifatta. Leggendo "Il metodo maman", un libro che ritenevo frivolo e invece si basa su appassionati studi pedagogici, ho avuto il piacere di scoprire Francoise Dolto (1908-1988), psicanalista infantile allieva di Lacan.




4 febbraio 2014

Figli: perché le francesi li crescono meglio

Perché i bambini francesi non lasciano il cibo? E perché i loro genitori non urlano? Se lo chiede Pamela Druckerman, giornalista americana che vive a Parigi con il marito inglese e i figli. Grazie alla sua esperienza di anglofona trapiantata nella terra del foie grasunita a studi pedagogici appassionati e a varie interviste a madri, maestre ed educatori, voilà, ecco il libro "Il metodo maman", dove ci spiega perché le mamme francesi sono le migliori: bravissime a non rinunciare alla propria vita, a non credere che essere bravi genitori significhi essere sempre a disposizione dei figli e a non sentirsi per niente in colpa per questo.



La ricerca dell'autrice si rivolge principalmente alla classe colta e medio-alta di Parigi e periferia, la quale viene paragonata alla stessa classe sociale americana ed è supportata dallo studio di numerose ricerche scientifiche. Ma che cos'avrebbero in più queste mamme francesi? Quali principi applicano?
  • Attend, la parola magica. La parola "aspetta", attend, in Francia fa parte del gergo educativo, viene ripetuta spesso ai bambini proprio perché questi imparino il controllo e la pazienza.  Il che permette ai genitori non solo di bersi un caffè al bar in santa pace, ma di sostenere intere conversazioni tra adulti. Se poi ogni fine settimana le mamme francesi preparano torte con i loro pargoli il motivo non da ricercarsi solo nell'avere buoni dolci in casa, ma nell'insegnare la pazienza: pazienza per fare il dolce, per aspettare che si cuocia e per mangiarlo. Avere figli in grado di aspettare rende la vita più piacevole.
  • Le cadre, poche regole chiare. Significa dare ai bambini limiti ben definiti – la cornice, appunto – che i genitori si impegnano a far rispettare. All'interno di questi limiti, in genere su pasti/sonno/televisione, i bambini godono di grande libertà. Dal punto di vista francese porre i bambini di fronte ai limiti e costringerli ad affrontare la frustrazione che ne deriva li renderà persone più resistenti e felici.
  • Fare la pausa. L'attesa è un fondamentale. Se un bambino piange o si sveglia di notte, le madri aspettano qualche secondo prima di intervenire. Questo permette loro di osservare il bambino, capire se ha fame, sonno o se ha bisogno di coccole. Una madre che interviene appena il bambino piange non sta osservando. La pausa permette di guardare e ascoltare e, ancora una volta, insegna la pazienza.
  • "Sii saggio" è meglio che "fai il bravo. Dire "fai il bravo" sottintende trattare il bambino come un animale selvaggio che deve fingersi docile per un po', per esempio quando si va dai nonni piuttosto che a cena fuori. Dire sois sage", come fanno le francesi, significa chiedere al bambino di usare giudizio e di rispettare gli altri, sottintende la capacità di comprendere la situazione, fidandosi del bambino.
  • Jean Jaques Rousseau e Francoise Dolto. Sono loro i colossi dell'educazione francese, vissuti a duecento anni di distanza l'uno dall'altro. Jean Jaques Rousseau, nel Settecento, pensava che i bambini dovessero avere la possibilità di svilupparsi in modo naturale, lasciandoli libero di esplorare e scoprire il mondo in modo che i suoi sensi si possano ridestare, immergendosi nel piacere del momento. Il contraltare dello spassarsela libero nei prati è però una disciplina piuttosto rigida, per Rousseau a comandare è il genitore. La Dolto, pediatra e psicoanalista di cui nel 2008 si è celebrato il centenario della nascita, sostenne che i bambini sono razionali e comprendono tutto fin dalla nascita; da qui l'importanza di parlare loro, sempre, di dire loro la verità (su cosa succede in famiglia o sul perché si trovano in ospedale, per esempio) per confermare dolcemente ciò che il bambino già sa. Per lei i bambini hanno motivazioni razionali anche quando si comportano male, è compito dei genitori ascoltare e cogliere queste motivazioni
voilà, il cadre  di Rousseau unito all'empatia e al rispetto della Dolto, un equilibrio tra l'ascolto dei figli e la convinzione che siano i genitori a decidere, è esattamente ciò che le madri francesi applicano.
E poi le francesi hanno un approccio diverso rispetto all'americano (e direi anche italiano) senso di colpa congenito. Anche loro lavorano, tirano su i piccoli, si sentono stressate e inadeguate, ma considerano il senso di colpa poco salutare e spiacevole, e non vogliono che una parte della loro vita abbia la meglio sulle altre, incluso l'essere genitore. Facile, no?

8 gennaio 2014

Una pedagooogia per i bambini del terzo millennio

Qualche tempo fa, grazie all'associazione culturale Babylon di Forlì, ho avuto modo di partecipare a un seminario con l'antropologa francese Noemi Paymal
In un'atmosfera gioiosa e informale, Noemi ha illustrato, per la prima volta in Italia, il progetto di Pedagooogia 3000, uno strumento educativo che parte dall'osservazione dei grandi cambiamenti che i bambini manifestano e cerca di offrire risposte alle loro esigenze e al nuovo modo di apprendere che essi manifestano: un apprendimento in grado di stimolare e sviluppare in modo equilibrato entrambi gli emisferi cerebrali integrando le esperienze cognitive con quelle emozionali, intuitive e creative.