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7 agosto 2020

La montagna d'estate, 5 buoni motivi per andarci

Amo il mare e non potrei stare senza, ma ogni anno sento il bisogno di mettere un po' di strada nelle gambe e di immergermi nel verde di boschi e prati. Quest'anno la vacanza estiva in montagna è stata un po' più corta del solito, ma non vi abbiamo rinunciato, grazie anche alla nonna che ha insistito per partire. 

Nonostante sogni di rivedere il mare della Grecia, poi puntualmente ogni anno il richiamo della montagna è fortissimo e i ricordi delle tante camminate fatte da bambina e con gli scout si fanno sentire, nonostante con gli anni il mio stare in montagna sia cambiato.  Quest'anno, alle ore 10 del 27 giugno, siamo stati i primi clienti post-Covid ad arrivare all'Hotel Bellaria di Cortina, un hotel a gestione famigliare, a pochi passi dal centro, che ci ospita da tre anni e dove ci sentiamo a come a casa. 

Il Boite, il fiume che attraversa Cortina

Al nostro arrivo i gestori erano perfino più sorpresi di noi nello scoprire che, sì, anche in questa strana estate, le vacanze sono possibili. Ovviamente ogni precauzione per la sicurezza dei villeggianti era stata presa, dal gel disinfettante per le mani alla richiesta di indossare sempre la mascherina all'interno degli spazi comuni.
Come dicevo non abbiamo fatto tantissimo, ma comunque siamo riusciti ad andare sul monte Cristallo, ridiscendendo a piedi in una comoda passeggiata nel bosco per poi rilassarci sulle rive del lago di Misurina, ad andare alle Cinque Torri con sosta al rifugio Scoiattolo e a tornare tornare al Museo della Grande Guerra, poco dopo il passo del Falzarego verso la Valparola - meta richiesta dalla piccola ottenne. Il museo si trova in un ex forte austriaco che ospita più di duemila cimeli storici utilizzati durante la Prima guerra mondiale sul territorio delle Dolomiti raccolti dalla famiglia Lancedelli e dove dentro, in estate, fa un freddo boia, non oso pensare in inverno.
Molti, dovendo rinunciare alle vacanze all'estero vista l'emergenza Covid, per l'estate 2020 hanno scelto la montagna un po' come ripiego, ma credo che saranno ampiamente ripagati da questa scelta. E poi:

1 - Non è vero che in montagna ci si annoia. Non solo l'aria pulita, fa fresco e per qualche giorno si può fuggire al caldo delle città, ma le cose da fare sono diverse, sopratutto in una vallata come quella di Cortina che offre tanto. Dalle escursioni a piedi o in bicicletta per ogni livello di difficoltà alle lunghe passeggiate per boschi ai pic nic in riva al fiume. Per chi vuole lo stadio del Ghiaccio è un'ottima occasione di svago pomeridiano dove portare i bambini ai giochi o alle lezioni che si susseguono in tutti gli orari.
2 - In montagna si ritrova la gentilezza, il galateo la fa da padrone ed è bello ritrovare questa abitudine. Durante le escursioni è usanza salutare le persone che si incontrano e che condividono la nostra stessa fatica; è una gentilezza che fa bene per chi la pratica e per chi la riceve e che spesso rischiamo di dimenticare in città.
3 - Se è vero che in montagna si fa fatica, è anche vero che si viene ripagati e anche tanto. Non solo dagli ottimi piatti dei rifugi, ma soprattutto da quell'immensa natura che ti circonda.
4 - In montagna si ritorna all'essenzialità. E' vero che oggi abbiamo il wi-fi dappertutto e nelle escursioni per verificare i sentieri ci si affida più alle app che alle cartine topografiche, ma lo zaino, quello, sta sempre sulle nostre spalle, è il nostro fedele compagno di viaggio, ed è meglio che dentro siano poche cose ma fondamentali: acqua, cibo, abbigliamento per proteggersi dal freddo e dalla pioggia
5 - Mettere strada nelle gambe fa bene. Anche se sei stanco, anche se pensi di non farcela, anche con i bambini piccoli. Camminare ti dà il senso dell'andare, non per la meta ma per il cammino in sé. E' una fatica, è una mano tesa per superare un ostacolo, è sedersi e condividere quello che si ha. E non sto neanche a farla lunga con i ricordi scout che poi mi commuovo sempre un po', ma chi ha fatto quell'esperienza sa di cosa sto parlando.
Strade delle mie routes
Maestre instancabili
nostalgie inguaribili
del passato dietro le spalle
del futuro
al di là dell’orizzonte. 
"Spiritualità della Strada", don Giorgio Basadonna
Lago di Misurina 

Strada della ferrovia tra Cortina e Dobbiaco
Il centro di Cortina

Il forte austriaco che ospita il Museo della Grande Guerra

Passo Falzarego

Le Tofane viste dallo stadio del Ghiaccio
La vallata di Cortina con sullo sfondo i monti Averau e Nuvolau

9 gennaio 2016

Musica per l'anima con il film "Departures"

Qualche volta capita. Capita che dopo aver messo a dormire i bambini si riesca a vedere un film tutto intero, all'orario giusto e sui canali tradizionali per giunta. E non solo qualche sera fa è successo, ma siamo riusciti a veder un film bellissimo con una musica indimenticabile.
Si tratta di "Departures", vincitore di numerosi premio in Giappone e premio Oscar come miglior film straniero 2009, d quando l'ho visto non faccio altro che ascoltare il tema della colonna sonora.




18 dicembre 2015

Mercatini di Natale a Verona

Il fatto è che in famiglia non siamo totalmente romagnoli, le ascendenze nordiche a volte si fanno sentire. E così quest'anno siamo ritornati alle origini e abbiamo passato il giorno di Santa Lucia a Verona, dove spesso andavo da piccola, a trovare i parenti, a mangiare riso e pearà e a guardare di sottecchi il cugino bello.




16 maggio 2014

80 isole per fare il giro del mondo

Ognuno ha un'isola nel cuore, un posto fisico dove è stato, dove vorrebbe tornare o che vorrebbe scoprire. Per me isola significa vacanza, il tempo che diventa rallentato, la sensazione vera e propria di un isolamento voluto piacevole. Se penso all'isola mi viene in mente Zante, l'incontro con le tartarughe Caretta Caretta, le taverne e le strade in motorino tra gli ulivi. 

11 marzo 2014

Una gran bella Ragazza

Anch'io mi sono fatta prendere dalla Vermeer-mania e ieri mi sono unita a un gruppo in partenza per Bologna per andare a vedere i capolavori del museo Mauritshuis dell'Aja che saranno visitabili fino al 25 maggio, quando poi torneranno in patria per insediarsi nel rinnovato museo e mai più spostarsi, almeno fino al prossimo restyling. 



All'inizio, questa tournée dei quadri della Golden Age olandese, e dalla "Ragazza con l'orecchino di perla", l'avevo presa con aria un po' snob; insomma, mi dicevo, sono d'accordo con Philippe Daverio che ha paragonato la famosa ragazza a una Barbie e  dice che Vermeer va visto nel suo contesto, cioè a Delft.
Ma poi ho pensato che questa mostra è stata vista a New York e a Tokio e Bologna è l'unica sede europea del tour mondiale, l'occasione era unica e io ultimamente non vado spesso in giro… e allora via, si va. In realtà non avevo grosse aspettative, pensavo che i quadri a contorno della star fossero di poco conto, giusto per fare numero.

In realtà sono stata proprio soddisfatta di questa scelta. La mostra è a Palazzo Fava, in una traversa di via Indipendenza, quindi centralissima, i quadri non sono tantissimi, ma ben selezionati, complice la prenotazione la calca tanto paventata non c'era.

In poco più di un'ora ho potuto ammirare 37 opere della Golden Age: Vermeer, Rembrandt, Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen, ovvero i massimi protagonisti del XVII secolo suddivisi in: la storia del Mauridhuis, la pittura di paesaggio, il ritratto, interni con figure, nature morte. Per finire con la Ragazza che ha una sala tutta per sé dove aspetta paziente i visitatori. Una meraviglia. 

E così con buona pace di Philippe Daverio, e grazie alla riproducibilità tecnica dell'opera d'arte, ora l'immagine della Ragazza campeggia sul mio frigorifero, assieme agli altri magneti di Londra e della Maya Desnuda del Prado.

In attesa di ritornare a Delft.

28 novembre 2013

Argo: chi era costei?


Li chiamarono Argonauti, nel mito greco erano gli eroi che a bordo della nave Argo guidata da Giasone presero parte all'avventuroso viaggio alla ricerca del Vello d’oro, passando attraverso le terre della Colchide.