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22 marzo 2017

Perché questo gatto ha la proboscide?

Ultimamente abbiamo esplorato anche la biblioteca di Santarcangelo e abbiamo trovato delle cose davvero interessanti.
Per esempio, questo libro che è un albo di grande formato e che parla di un gatto.
Solo che si tratta di un gatto particolarmente strano. Mangia e dorme come tutti i gatti, si rintana in luoghi come la lavatrice o il divano e vi si piazza a dormire come i gatti, ma per altre cose è proprio strano.



16 giugno 2016

Zeb e i baci-caramella

"Mamma, facciamo i baci-caramella?"
"Come no, pronti!" 
Se non sapete cosa sono i baci-caramella, dovete assolutamente provare, sono un'ottima idea da giocarsi sopratutto quando il bimbo deve affrontare una prova importante, tipo il primo giorno d'asilo e tutte quelle situazioni che prevedono un distacco da mamma e papà e che danno tanta ansia da separazione.


15 marzo 2016

Libri per bambini: Ernest e Celestine

Lui ha l'influenza e se ne sta a letto e lei gli fa da infermiera preparandogli la camomilla e cercando di risollevargli l'umore.
Cosa c'è di meglio di una bella storia in una giornata uggiosa? Ed ecco che noi in biblioteca abbiamo scoperto le storie di Ernest e Celestine, un orso e una topolina che sono grandi amici.


21 dicembre 2015

Quattro libri per aspettare Natale

Con un po' di ritardo, anche quest'anno ci siamo affidati alla biblioteca di Savignano per scegliere qualche libro sul Natale. Abbiamo scelto questi quattro libri, tre nuovi e uno che avevamo preso anche lo scorso anno, in attesa che ritorni dal prestito il nostro preferito: "Mamma Natale"!


6 maggio 2015

Dieci inverni

Il vaporetto scivola lieve tra i canali della laguna. Camilla e Silvestro iniziano a guardarsi, lei è timida, lui sfacciato. Hanno la stessa età, diciott'anni, ed entrambi sono arrivati a Venezia per studiare all'università. 
In una calda serata all'arena Eliseo di Forlì col mio socio ho visto questo film di Valerio Mieli, con Isabella Ragonese e David Riondino, e ne avevo un ricordo talmente lieve e bello da desiderare leggere anche il libro che lo stesso Mieli ne ha tratto.



12 aprile 2015

Domeniche con i bambini in Romagna

La Romagna, si sa, è terra ospitale. E di certo non è solo mare, è anche dolci colline e montagne aspre. E la Romagna è fatta proprio a misura di bambino e famiglia: da Ravenna a Rimini, da Forlì a Cesena, da Faenza a Imola, ci sono tantissime mete da scoprire con i più piccoli. E se non siete convinti, vi dico che c'è una guida dal titolo "52 domeniche con i bambini in Romagna" a cura di Gianluca Gatta (edizioni In Magazine) con tantissime idee per gite da fare in tutte le stagioni.



3 febbraio 2015

Padre o mammo?

Ormai è normale vederli mentre cambiano i pannolini, alternarsi alla mamma nel dare il biberon e al parco per la passeggiata pomeridiana. Chi sono? Ma i nuovi papà, naturalmente. Se fino a pochi anni fa nella cultura occidentale dominava la retorica della figura dell'assenza paterna, in genere dedita al sostentamento economico della famiglia ma affettivamente lontana, oggi si assiste al riconoscimento di un diritto/dovere degli uomini a prendersi cura dei figli.


La foto postata da Justin Timberlake, in attesa di diventare padre.


17 dicembre 2014

Cinque libri sul Natale

Ecco, lo spirito natalizio sta invadendo le città (pure un po' troppo) e finalmente è arrivato quel periodo dell'anno in cui si possono leggere… bellissime storie sul Natale!
Sì, perché qui nel (piccolo) paese di Savignano all'inizio di dicembre, durante l'avvento, in biblioteca espongono tantissimi libri in tema natalizio. E noi, la biblioteca, la frequentiamo assai!



18 novembre 2014

Il sale fa male. Ma anche no

Ormai lo sanno anche i muri, il sale fa aumentare la pressione arteriosa. Quindi via a cibi insipidi, a uno stile di vita no-stress e se non bastasse via con la pastiglietta per la pressione a vita. E visto che fa malissimo, tanto vale con i bambini iniziare fin da piccoli, quindi niente sale nella pasta. E se non fosse proprio così?


Salina di Cervia (Ra), foto Apt Emilia-Romagna

5 novembre 2014

Mi leggi una storia?

Sono una book addicted, di quelle che annusano le pagine dei  libri freschi di stampa, che passano le dita sulla copertina per sentirne la consistenza e si soffermano sui titoli per capire se funzionano. Le librerie quando mi vedono gongolano: oggi, per dire, sono uscita dalla Feltrinelli con quattro libri. Ultimamente però sono più dedita a Cappuccetto Rosso che ad Anna Karenina e i libri di Richard Scarry che leggevo da piccola sono ridiventati il pezzo forte della mia biblioteca.


14 ottobre 2014

Yoga per i piccoli

Mi è capitato tra le mani un libro che mi ha subito ispirato un gran bel po'. Fin da quando era piccola avevo sperato di proporre a Bianca la pratica dello yoga, ma fino a ora con scarsissimi risultati. Il fatto che dopo il trasferimento nel (piccolo) paese di Savignano io non sia più riuscita a seguire il mio beneamato corso dal maestro Fulvio dell'Erboristeria Gaia di Forlì non mi ha certo aiutato in questo.


24 settembre 2014

Consoliamoci con la filosofia!

Certe volte si ha bisogno di essere un po' consolati, ma può capitare che non ci sia nessuno disposto a farlo. E allora che si fa? Beh, c'è un libro che può venire in aiuto e che ha consolazioni per problemi di denaro, crisi dell'esistenza, impopolarità, pene d'amore e senso di inadeguatezza. Si tratta di "Le consolazioni della filosofia"  di Alain de Botton, io lo tengo nel comodino e a volte ne leggo qualche brano. Lo credete strano?




29 agosto 2014

Romagna mia compie sessant'anni

Quest'anno ricorrono i sessant'anni di Romagna mia. Lo sapevate? Era il 1954 quando nacque una delle canzoni destinate ad avere ancora oggi un grande successo internazionale; la compose Secondo Casadei, l'uomo che sconfisse il boogie, lo Strauss dei poveri, il Fellini della mazurka, il re del liscio, la voce della Romagna.



16 luglio 2014

I cinque temperamenti dei bambini

Ho capito che mia figlia ha un temperamento vivace, con una punta – spigolosa  – di scontrosità. E' carica come una molla, vuole toccare qualsiasi cosa, corre in spiaggia a testa bassa in direzione contraria a quella da cui io la chiamo, il "no" è la parola che mi sento ripetere più spesso e se non la accontento se ne va in giro a dire che abbiamo litigato. 




30 maggio 2014

Le pappe nel mondo

In Italia svezzamento in genere significa litri e litri di brodo di verdura, mela grattugiata e pappine, spesso con cibi industrializzati dedicati esclusivamente ai bambini. Quando ho iniziato lo svezzamento di Bianca anch'io ero nel mood, ma mi sono spesso domandata come questo importante momento di passaggio fosse affrontato nelle altre culture, così mi sono letta "Un mondo di pappe" di Sara Honegger.



6 maggio 2014

Filastrocca ventosa

Ci siamo innamorate di un libro, la mia bimba e io. A casa nostra si legge molto, io soprattutto ho il comodino sempre pieno di libri, e mi piace trasmettere questa passione alla mia piccola che gradisce un gran bel po'. Grazie a lei mi sto rendendo conto che sull'editoria per l'infanzia c'è un mondo da scoprire e io mi ci sono buttata a capofitto, desiderosa di conoscere autori, illustratori, case editrici. 



31 marzo 2014

Strategie per quando c'è la febbre

A casa nostra si legge parecchio, tanto che ho creato una piccola libreria per Bianca usando il contenitore di alcuni biscotti regalati da una amico tedesco: un cofanetto con le immagini della città di Norimberga che per ora si presta benissimo al compito, anche se già ci sono parecchi altri libretti di favole sparsi per la casa.

18 marzo 2014

Come allevare un bambino felice

A volte è proprio vero che da cosa nasce cosa. Se è vero che quando ero incinta non mi sono assolutamente sognata di leggere un manuale per capire il bebè in arrivo (e un po' ho sbagliato), dopo mi sono rifatta. Leggendo "Il metodo maman", un libro che ritenevo frivolo e invece si basa su appassionati studi pedagogici, ho avuto il piacere di scoprire Francoise Dolto (1908-1988), psicanalista infantile allieva di Lacan.




18 febbraio 2014

Instagram, il papero e la concentrazione mentale

Oggi ho scoperto Instagram  – in effetti non sono poi così tecnologica – e mi sono subito cimentata postando una foto di Bianca col suo caro amico Papero, scattata nel periodo delle vacanze natalizie.



In poco tempo sono arrivati i primi "Mi piace" su Facebook e non ho potuto fare a meno di ricordarmi di un articolo di Susanna Tamaro che ho letto ieri sul Corriere sulle difficoltà in cui si trovano gli adolescenti, senza punti di riferimento tra il bene e il male, lasciati nella palude dei "mi piace".  

Devo dire che, soprattutto da quando ho aperto il blog, io stessa sono molto più attenta ai social network e certe volte devo fare uno sforzo affinché il mondo digitale non prenda il sopravvento sulla realtà. Ecco quindi che mi impongo un piccolo esercizio di consapevolezza che mi aiuta a restare nel qui e ora. L'ho trovato nel libro "Migliora l'autostima con la Pnl" e consiste nel sedermi tranquilla vicino a una finestra o in una panchina se fuori si sta bene. E, semplicemente, osservare: un albero, una casa, un edificio. Cerco di concentrarmi sui dettagli: com'è la corteccia? che forma hanno i rami? e le foglie? L'importante è interessarsi ai fatti, resistendo alla tentazione di dare giudizi. Basta farlo per qualche minuto per riuscire a centrarsi.

Questo è un esercizio utile anche in quei casi in cui la testa lavora troppo e non fa altro che pensare – a me capita spesso. Basta provare qualche volta per ottenere un maggiore controllo sulla propria attenzione e sviluppare concentrazione mentale e curiosità. Qualcuno ha altri trucchi per non lasciare lavorare troppo la mente e stare coi piedi per terra?

4 febbraio 2014

Figli: perché le francesi li crescono meglio

Perché i bambini francesi non lasciano il cibo? E perché i loro genitori non urlano? Se lo chiede Pamela Druckerman, giornalista americana che vive a Parigi con il marito inglese e i figli. Grazie alla sua esperienza di anglofona trapiantata nella terra del foie gras, unita a studi pedagogici appassionati e a varie interviste a madri, maestre ed educatori, voilà, ecco il libro "Il metodo maman", dove ci spiega perché le mamme francesi sono le migliori: bravissime a non rinunciare alla propria vita, a non credere che essere bravi genitori significhi essere sempre a disposizione dei figli e a non sentirsi per niente in colpa per questo.



La ricerca dell'autrice si rivolge principalmente alla classe colta e medio-alta di Parigi e periferia, la quale viene paragonata alla stessa classe sociale americana ed è supportata dallo studio di numerose ricerche scientifiche. Ma che cos'avrebbero in più queste mamme francesi? Quali principi applicano?
  • Attend, la parola magica. La parola "aspetta", attend, in Francia fa parte del gergo educativo, viene ripetuta spesso ai bambini proprio perché questi imparino il controllo e la pazienza.  Il che permette ai genitori non solo di bersi un caffè al bar in santa pace, ma di sostenere intere conversazioni tra adulti. Se poi ogni fine settimana le mamme francesi preparano torte con i loro pargoli il motivo non da ricercarsi solo nell'avere buoni dolci in casa, ma nell'insegnare la pazienza: pazienza per fare il dolce, per aspettare che si cuocia e per mangiarlo. Avere figli in grado di aspettare rende la vita più piacevole.
  • Le cadre, poche regole chiare. Significa dare ai bambini limiti ben definiti – la cornice, appunto – che i genitori si impegnano a far rispettare. All'interno di questi limiti, in genere su pasti/sonno/televisione, i bambini godono di grande libertà. Dal punto di vista francese porre i bambini di fronte ai limiti e costringerli ad affrontare la frustrazione che ne deriva li renderà persone più resistenti e felici.
  • Fare la pausa. L'attesa è un fondamentale. Se un bambino piange o si sveglia di notte, le madri aspettano qualche secondo prima di intervenire. Questo permette loro di osservare il bambino, capire se ha fame, sonno o se ha bisogno di coccole. Una madre che interviene appena il bambino piange non sta osservando. La pausa permette di guardare e ascoltare e, ancora una volta, insegna la pazienza.
  • "Sii saggio" è meglio che "fai il bravo. Dire "fai il bravo" sottintende trattare il bambino come un animale selvaggio che deve fingersi docile per un po', per esempio quando si va dai nonni piuttosto che a cena fuori. Dire sois sage", come fanno le francesi, significa chiedere al bambino di usare giudizio e di rispettare gli altri, sottintende la capacità di comprendere la situazione, fidandosi del bambino.
  • Jean Jaques Rousseau e Francoise Dolto. Sono loro i colossi dell'educazione francese, vissuti a duecento anni di distanza l'uno dall'altro. Jean Jaques Rousseau, nel Settecento, pensava che i bambini dovessero avere la possibilità di svilupparsi in modo naturale, lasciandoli libero di esplorare e scoprire il mondo in modo che i suoi sensi si possano ridestare, immergendosi nel piacere del momento. Il contraltare dello spassarsela libero nei prati è però una disciplina piuttosto rigida, per Rousseau a comandare è il genitore. La Dolto, pediatra e psicoanalista di cui nel 2008 si è celebrato il centenario della nascita, sostenne che i bambini sono razionali e comprendono tutto fin dalla nascita; da qui l'importanza di parlare loro, sempre, di dire loro la verità (su cosa succede in famiglia o sul perché si trovano in ospedale, per esempio) per confermare dolcemente ciò che il bambino già sa. Per lei i bambini hanno motivazioni razionali anche quando si comportano male, è compito dei genitori ascoltare e cogliere queste motivazioni. 
E voilà, il cadre  di Rousseau unito all'empatia e al rispetto della Dolto, un equilibrio tra l'ascolto dei figli e la convinzione che siano i genitori a decidere, è esattamente ciò che le madri francesi applicano.
E poi le francesi hanno un approccio diverso rispetto all'americano (e direi anche italiano) senso di colpa congenito. Anche loro lavorano, tirano su i piccoli, si sentono stressate e inadeguate, ma considerano il senso di colpa poco salutare e spiacevole, e non vogliono che una parte della loro vita abbia la meglio sulle altre, incluso l'essere genitore. Facile, no?