17 gennaio 2014

Fiori di Bach, per anime naviganti alla ricerca di sé

Chicory (dall'amore esigente all'amore indulgente), Walnut (dall'influenzabilità alla saldezza interiore) e White Chestnut (dal caos mentale alla quiete interiore): sono questi tre fiori il responso del colloquio odierno con la naturopataSì, perché qualche mese fa le cose si stavano complicando parecchio – nascita di Bianca/intervento/trasloco/casini vari – e l'erborista che avevo conosciuto dopo essermi traferita nel (piccolo) paese di Savignano, inteso che si trovava di fronte a un caso piuttosto intricato, mi ha caldamente invitata a prendere un appuntamento con la sua insegnate Daniela Ronconi, naturopata e compositrice, per farmi prescrivere i Fiori di Bach.



Edward Bach, come molti sapranno, era un ricercatore, patologo e batteriologo gallese che si impegnò nel cercare di capire come risolvere le malattie alla loro origine, senza fermarsi ai sintomi. Grazie alla sua attenzione verso qualunque tipo di sofferenza umana e all'amore nei confronti della natura, ha dedicato buon parte della sua vita a cercare un metodo che potesse riportare l'uomo sulla sua Strada Maestra, sul suo cammino personale, che è unico per ognuno di noi. E ci ha donato 38 fiori, che da lui prendono il nome, e che agiscono sulla disarmonia energetica per andare a riportare l'equilibrio a livello emozionale e mentale.


E così, in un pomeriggio di fine aprile, sono venuta a conoscenza del Metodo Ronconi per applicare i Fiori di Bach. Daniela, infatti, ha brevettato un suo metodo personale per scegliere i fiori per la persona che ha davanti e, come musicista, ha traferito il concetto di vibrazione dell'arte musicale nel mondo della medicina naturale. Il suo metodo parte dall'importanza di interpretare al meglio lo stato emozionale della persona che si trova in uno stato di disarmonia, in preda a tensioni, ansie, paure, che in stato di disequilibrio perché si è lasciata confondere e corrompere dal caos vibrazionale che ogni giorno le circola attorno; percepisce il caos e il disagio, che dà origine a un sintomo, ma non riesce a capire la causa scatenante.

Ecco dunque i tre presupposti del metodo di Daniela: sintomo (fiore del presente), causa (fiore del passato), personalità (fiore del futuro). I fiori vengono usati allo stato puro, non mescolati. Perché usare tanti fiori quando ne sono sufficienti tre? Per fare ordine nel caos del disequilibio emozionale c'è necessità di chiarezza e direzione.


Chicory
Andare da Daniela,  significa andare avere con lei un colloquio. Mi sono sentita fare domande che al momento mi sono parse piuttosto strane: tu ti ami? con chi sei arrabbiata? sei una persona critica? pensi di meritare l'amore? Per prima cosa lei ti guarda sul piano fisico, come cammini, come ti muovi. Poi senti che arriva lo sguardo del cuore, quello che intuisce anche quello che pensi ma non hai le parole per dire. Alla fine del colloquio Daniela ti dà un foglietto con l'indicazione dei tre fiori che ha scelto per te. Sta a te decidere se prenderli.

Sia chiaro, niente è facile e guarire costa fatica. Ci vuole costanza e anche impegno, non si può pensare che i fiori lavoreranno senza che noi ci mettiamo del nostro. A volte possono dare anche un momentaneo disagio. Ricordo bene quando ho preso Agrimony (dall'armonia apparente alla pace interiore): è stato per poco meno di un mese, ma durissimo; Daniela mi ha spiegato che la costante sensazione di vuoto che sentivo nella pancia era dovuta all'azione di pulizia delle placche emozionali che si stava compiendo. 

I fiori si accordano con altre terapie e sono in grado di rafforzare un percorso di tipo psicoterapeutico. Come dice Daniela "il naturopata deve sapere riconoscere il disagio in modo chiaro. La paura non è una causa, ma un effetto, bisogna capire cosa c'è a monte. Il fiore aiuta a capire chi sei, ad averne consapevolezza e a fare un percorso emozionale, se vuoi. Sta poi a ognuno di noi decidere se vogliamo essere amati per noi stessi o per quello che gli altri vorrebbero". 

Sono quasi nove mesi che prendo i fiori e che incontro Daniela circa una volta al mese, tranne in estate quando gli incontri sono sospesi. Ci andrò ancora il prossimo mese? Per quanto ancora prenderò i fiori? Non lo so proprio. Daniela, che non ha uno studio ma opera esclusivamente nelle erboristerie d'Italia che la accolgono, non vuole essere una stampella per chi va da lei. E io, grazie alla ritrovata consapevolezza dei miei stati emozionali continuerò a prendere i fiori finché sentirò che faranno per me e ne avrò bisogno. E voi, qualcuno ha mai provato i fiori di Bach?

Qui per saperne di più sulla floriterapia dalla viva voce di Daniela Ronconi:

Qui invece si trovano articoli interessanti sul rapporto tra fiori  personalità. 

8 gennaio 2014

Una pedagooogia per i bambini del terzo millennio

Qualche tempo fa, grazie all'associazione culturale Babylon di Forlì, ho avuto modo di partecipare a un seminario con l'antropologa francese Noemi Paymal
In un'atmosfera gioiosa e informale, Noemi ha illustrato, per la prima volta in Italia, il progetto di Pedagooogia 3000, uno strumento educativo che parte dall'osservazione dei grandi cambiamenti che i bambini manifestano e cerca di offrire risposte alle loro esigenze e al nuovo modo di apprendere che essi manifestano: un apprendimento in grado di stimolare e sviluppare in modo equilibrato entrambi gli emisferi cerebrali integrando le esperienze cognitive con quelle emozionali, intuitive e creative.





27 dicembre 2013

Sorprese di Natale

Anche quest'anno Natale è passato, nel bene e nel male. Purtroppo le cose che avevamo in mente di fare non si sono realizzate tutte, soprattutto perché Bianca ha avuto la febbre che è iniziata già da venerdì 20 dicembre. Quindi, tanto per iniziare, non ha potuto vedere l'arrivo di Babbo Natale con i suoi compagni del nido.




18 dicembre 2013

Se il bebè è a costo zero


Quando ho scoperto di essere incinta, ormai più di due anni fa, sono subito entrata nel tourbillon di appuntamenti col ginecologo, ecografie, esami del sangue, oddio come sarà il parto… insomma ero parecchio centrata su di me. Fino all'ultimo, per scaramanzia, mi sono rifiutata di comprare lenzuolini, tutine e quant'altro, finché a un certo punto – visto che Bianca sarebbe nata in inverno e qualcosa dovevo pur metterle addosso – ho dovuto cedere all'acquisto delle fatidiche tutine e body, così come indicato nel foglio dell'ospedale.



2 dicembre 2013

E che avvento sia!

Oggi è il 2 dicembre, quindi quest'anno l'Avvento è cominciato ieri che era domenica. 
Già da qualche giorno avevo cercato nel web delle idee simpatiche per creare un calendario dell'avvento per Bianca; insomma, sono io da meno di tutte quelle mamme che cuciono, disegnano, ritagliano e creano un sacco di cosette per i loro pargoli? Giammai! Allora mi ero informata per tempo, avevo gironzolato per bene nel web e avevo scovato un simpatico calendario da fare a mano con i calzettini; poi con una molletta per ogni giorno dovevo semplicemente appendere i calzini a una cordicella rossa. Et voilà il calendario.



Ho preparato tutto: calzettini, molletta, cordicella di rafia rossa, una cosa proprio green, ecologica, fatta a mano. E dentro? Cosa dovevo mettere dentro i calzini, insomma dentro le caselline dei giorni che mi ero creata? Cioccolatini? Noooo, gli zuccheri fanno male, si sa. Giocattoli? Noooo, il consumismo… Allora, sempre navigando qua e là ho trovato alcune semplici idee di cose da fare con Bianca. Alcune sono facili facili e le faremmo comunque: preparare il presepe, decorare l'albero di Natale, appendere la ghirlanda alla porta, andare alla fiera di Santa Lucia… Per altre mi sono dovuta ingegnare un po': preparare la cioccolata in tazza, fare i biscotti, preparare la pappa per gli uccellini, decorare la carta per i pacchetti…

Poi, mano a mano che si avvicinava il momento di scrivere questi fatidici bigliettini e appendere il calendario, ho sentito l'ansia che saliva: oddio, e se poi succede che quel giorno proprio non riusciamo a decorare i biglietti d'auguri? Ce la farò a rispettare questi impegni che mi sono posta da sola? 
Complice il fatto che ieri è stato il secondo compleanno di Bianca e ho dovuto preparare per il pranzo con i parenti, abbiamo avuto persone in giro per casa per tutto il giorno, ed è stato tutto parecchio impegnativo, ecco che stanotte ho avuto l'illuminazione.

Quando ero piccola avevo dei calendarietti dell'avvento semplici semplici, con un'immagine della natività o di Babbo Natale e delle finestrelle, se ne apriva una ogni giorno. Tutto qui, niente cioccolatini, niente lavoretti per impegnare i bambini, solo una finestrella al giorno da aprire. Allora stamattina sono andata in cartoleria e per la modica cifra di 3 euro e 90  ho acquistato quello che avevo in mente.



Oggi – con un giorno di ritardo, lo so – lo appenderemo alla parete e ogni giorno si aprirà un finestrella. L'albero di Natale? Certo che lo faremo. Il presepe? Of course, pure quello. La pappa per gli uccellini? Faremo in modo di sfamare ogni uccellino che si poserà sul nostro terrazzo. E leggeremo pure il libro sul Natale, andremo insieme alla giostra e ascolteremo i canti di Natale. Ma se non riusciremo a fare qualcosa non sarà un dramma. Se, chessò, la terza domenica di avvento non riusciremo a fare la cioccolata in tazza, non sarà un problema. Al massimo faremo il tè…