28 marzo 2014

Giocattoli e sicurezza: l'etichetta conta

Quante volte noi, che eravamo piccoli negli anni Settanta, abbiamo giocato in strada con giocattoli improvvisati senza che i nostri genitori si chiedessero se avevamo per le mani "prodotti a norma di legge". Oggi invece sentiamo spesso di giocattoli ritirati dal mercato a causa del contenuto di sostanze tossiche, di rischio soffocamento o pericoli di lesioni. La faccenda è seria (anche se non deve diventare allarmistica) e per avere un'idea di quanti e quali siano i prodotti pericolosi, tra cui i giocattoli, circolanti nel mercato europeo, potete dare un'occhiata al sistema Rapex del Ministero della Salute che disciplina la maggior parte dei beni di consumo europei.



Noi genitori spesso acquistiamo giocattoli per i nostri figli in buona fede, eppure ci sono i motivi per cercare di fare acquisti più accorti, complice il fatto che negli ultimi anni il tema della sicurezza è molto sentito.
In base alla direttiva comunitaria 88/378/CEE, che fissa i criteri di sicurezza dei giocattoli – riferendosi a qualsiasi prodotto destinato a essere usato a fine di gioco dai minori di quattordici anni – su ogni giocattolo e sul suo imballaggio deve essere apposta in modo visibile, leggibile e indelebile la marcatura CE. Si tratta di un'etichetta con la quale il fabbricante, o il suo mandatario, garantisce la conformità del prodotto alla legge.  Di altezza minima di cinque millimetri, in caso di riduzione o ingrandimento deve comunque mantenere le proporzioni. 

Tre sono i dati obbligatori che devono sempre accompagnare un giocattolo, nell'etichetta o nel foglietto informativo a parte: dati identificativi del fabbricante, dati del prodotto, avvertenze e istruzioni in italiano. Tra le regole da rispettare: i giocattoli non devono avere parti smontabili, spigoli appuntiti o bordi taglienti e quelli per bambini al di sotto dei tre anni non devono avere un diametro inferiore a 3,17 cm per evitare il pericolo di soffocamento; nella costruzione del giocattolo non devono essere usate vernici o materiali tossici; occhi, naso e bottoni dei pupazzi devono resistere allo strappo e il materiale dei peluche non deve essere facilmente infiammabile. I giocattoli da trascinare devono avere corde che per lunghezza e spessore impediscono il formarsi di nodi scorsoi e i giocattoli fabbricati in plastica per bambini di età inferiore ai 36 mesi non devono contenere più dello 0,05 per cento in peso di ftalati (additivi chimici per ammorbidire la plastica).
C'è di che stare sul chi va là. Il Ministero della Salute ha stilato una serie di regole per tutelare l'incolumità fisica del bambino dove l'attenzione al marchio CE è al primo posto. Seguono, tra le altre, le indicazioni di far attenzione all'età indicata sulla confezione,  ai materiali utilizzati e al buono stato di conservazione.

Occhio quindi ai giocattoli venduti in strada, ai giochi di seconda mano o a quelli avuti in regalo, che la contraffazione è spesso in agguato, come si può vedere dall'immagine sottostante dove, sotto il corretto marchio CE, ce ne sono altri fatti apposta per ingannare anche il consumatore e il genitore più attento. A qualcuno è capitato di incorrere in marchi contraffatti?