21 marzo 2014

Svezzamento: la mamma ha sempre ragione

Qualche mese fa una mia amica è diventata mamma e quando è stato il momento dello svezzamento ha chiesto lumi a me. Incredibile, ho pensato, ho una figlia che è poco più grande della sua e mi chiede consiglio! Lusingata e stranita ho proceduto a fare un elenco di quello che ho fatto, di ciò che rifarei e di quello che invece cambierei.
Siccome l'allattamento non è andato proprio come avevo sperato, anzi, è andato maluccio, per lo svezzamento mi ci sono messa per tempo e nell'ordine ho:



  •  letto il libro di Piermarini "Io mi svezzo da solo" in cui in sostanza l'autore dice che, se a fianco della tetta –  che si continua a dare – si mette il bimbo nella condizione di poter fare tutti gli assaggi che vuole, poi è il bambino stesso che sceglie i cibi di cui il suo corpo ha bisogno e piano piano si svezza da solo che neanche te ne accorgi;
  • detto alla pediatra che avrei aspettato i sei mesi prima di iniziare a dare le pappe a Bianca. Lei avrebbe iniziato prima ed è una ferma sostenitrice dello svezzamento con i pezzettini (di patate, di zucchina e via andare). Dice che il bimbo così impara subito a mangiare da solo; inoltre è della scuola che adesso che prevede di dare subito tutti gli alimenti, senza aspettare secoli prima di fare assaggiare, chessò, un pomodoro;
  • partecipato a un incontro sullo svezzamento naturale in cui si parlava dell'importanza di mangiare sano, biologico e  a chilometro 0: insomma, lo svezzamento del piccolo può essere l'occasione buona per ripensare l'alimentazione di tutta la famiglia. Quando però la relatrice ha detto che lei le farine se le macina da sola sono trasecolata, per me era troppo. So che c'è chi lo fa e lo ammiro, ma al momento non fa per me. 
Dopo queste premesse ho adottato un metodo personale che è un po' il  mix di quanto avevo recepito: 
  • niente omogeneizzati, che quelli andavano di moda negli anni '70 per far mangiare il pupo prima che fosse in grado di farlo. In ogni caso, alla sola idea di doverne aprire uno mi veniva il voltastomaco;
  • inizio con svezzamento "classico" con pappina con un filo d'olio (prima riso e in seguito mais, tapioca, miglio, grano saraceno, orzo, avena, farro), poi con pappina più verdure bollite; le verdure le schiacciavo semplicemente con la forchetta, altri frullano. Le pappine ai cereali erano quelle della Holle, una buona marca non italiana. Niente parmigiano, io non ho l'abitudine di metterlo nella pasta e quindi non l'ho proposto neanche a Bianca. In seguito ho scoperto che la mia scelta non era proprio fuori dal mondo, alcune info qui;
  • niente carne all'inizio, dopo 1 mese ho iniziato ad aggiungere alla pappa un po' di lenticchie rosse decorticate per dare un fonte proteica; in alternativa si potrebbero utilizzare i fagioli azuki, che però vanno lasciati in ammollo;
  • non ho mai cotto a vapore la carne; dopo le lenticchie, verso gli otto mesi, sono passata direttamente alle polpette che Bianca mangiava con gusto e che la nonna insisteva per preparare (secondo alcuni per la carne bisogna aspettare che abbiano i denti davanti, ma certi bimbi hanno delle gengive di ferro e masticano tutto);
  • visto che era estate ho usato qualche pappa dolce con cereale più frutta;
  • l'uovo a circa 9 mesi;
  • frutta, naturalmente quella di stagione;
  • tutti gli assaggi che Bianca voleva, anche la brioche del bar.
Per noi questo metodo ha funzionato piuttosto bene; quando Bianca aveva circa dieci mesi mangiava praticamente come noi e ho iniziato a darle la pasta (per la cronaca, l'acqua la salavo, ma mi propongo di parlarne in un altro post) che era la stessa che facevo per noi, solo la tagliavo una volta cotta.

Certo, col senno di poi ci sono cose che cambierei: credo che farei più pappa dolce e frutta cotta, ma soprattutto credo che starei molto più serena. Sì perché è incredibile, sono tutti pronti a darti consigli e a dirti come devi fare. 
Ma, io credo, è la mamma che deve decidere e scegliere ciò che sente adatto a sé e al suo bambino.